Un’indagine condotta dall’associazione dei consumatori francese UFC-Que Choisir ha fatto analizzare 150 campioni di mele, pere, uva e fragole da agricoltura tradizionale e biologica provenienti da:Francia, Italia, Portogallo, Spagna, Olanda e Belgio. L’80% dei campioni è risultato contaminato da almeno una molecola. Solo la frutta biologica è risultata priva di contaminazioni.

La maggiore preoccupazione deriva dal fatto che, secondo l’associazione francese, i pesticidi sarebbero stati rinvenuti anche in frutta lavata e strofinata per 10 secondi sotto acqua corrente o sbucciata. l problema secondo Que choisir risiede nel fatto che i pesticidi utilizzati nelle coltivazioni sono studiati per penetrare nella pianta, di conseguenza nei frutti, diventando così sistemici. Nello specifico vengono applicati direttamente sul seme o nel terreno perciò arrivano fino al cuore della pianta e di conseguenza nel frutto. I pesticidi applicati sulla superficie esterna del frutto, invece, sono persistenti anche dopo il lavaggio poiché non solubili in acqua.

La risposta alla domanda iniziale è, quindi, negativa. Come ci hanno sempre consigliato le nostre mamme o nonne: se non è quella “del contadino”, la frutta conviene sbucciarla.