La storia del chicco più famoso del mondo- il chicco di caffè–  risale molto probabilmente al Medioevo. L’oro nero ha conquistato tutte le culture fino a divenire già nel XXI secolo il prodotto maggiormente commercializzato a livello mondiale, secondo solo al petrolio.

Mentre tutt’oggi, tra leggende e falsi miti, non si sa dare una natività geografica certa alla bevanda, possiamo affermare con sicurezza che per l’azienda sicula Moak il caffè è una scommessa d’impresa.

 

Modica, Mohac per gli arabi, è la terra natia del caffè siglato Moak. Proprio agli arabi si volle richiamare Giovanni Spadola quando 50 anni orsono diede vita alla sua nuova realtà imprenditoriale, una piccolissima bottega a conduzione unica oggi divenuta una coffee company internazionale. Ecogruppo Italia ha incontrato il Ceo dell’azienda Alessandro Spadola, il giovane imprenditore che è subentrato all’amministrazione dell’azienda al posto del padre.

 

L’azienda vanta già 50 anni di attività, ma come è nata e come si è dipanata nel territorio?

 

L’azienda nasce da zero come tante realtà. Esattamente nasce nel 1967, in quei tempi; cosi come per tante altre realtà imprenditoriali locali; tutte le imprese sbocciavano dallo spirito imprenditoriale del lavoratore autonomo, che da solo si occupava dell’ intera filiera dalla produzione alla commercializzazione del prodotto.

Negli anni la somma dell’ambizione nascente ,che ha avuto mio papà, con le competenze pervenute grazie all’inserimento di noi figli nell’azienda familiare, ha fatto si che l’impresa crescesse. Ancora oggi, i dati testimoniano, che siamo sul mercato in prima linea e facciamo in modo di poter crescere sempre di più.

 

Come è cambiata la produzione in questi anni, ricordando che il caffè è un prodotto agricolo- e in quanto tale- quanto è importante l’apporto biologico di questo?

 

La produzione è cambiata moltissimo. Negli anni 60-70-80 si lavorava principalmente in maniera manuale. Con l’avvento della tecnologia, dell’informatizzazione e dei laboratori si è cominciato a stabilizzare e controllare la qualità del processo produttivo. L’evoluzione ci ha aiutato moltissimo e visto che siamo nell’era dell’industria 4.0 questo processo evolutivo ci aiuterà ancora molto. La scelta del biologico è un naturale sviluppo nella produzione del caffè, che è arrivato negli ultimi anni e c’ha permesso di lavorare in maniera naturale il prodotto sin dall’origine migliorando sempre di più l’aspetto qualità, oggi il prodotto biologico è dal mio punto di vista superiore a quello tradizionale.

 

Da una piccola bottega ad una coffe company quali sono oggi i vostri mercati di riferimento?

 

Noi siamo nati in Sicilia e abbiamo scelto prima di puntare sulla nostra regione di appartenenza per poi indirizzarci al resto del mercato nazionale. Oggi l’estero è il nostro mercato di sviluppo per eccellenza. Lei parlava di coffe company perche oltre a fare l’espresso, che è la nostra specialità, abbiamo studiato per imparare a fare il drip coffe, il filtro per il caffè all’americana. Questo è un prodotto che in giro per il mondo si consuma ancora di più rispetto all’espresso. Su questo siamo diventati bravi e su questo stiamo cercando di migliorare di più.

 

Moak è anche un azienda che si impegna nella cultura e design, come si esplica attivamente questo?

 

Sette o otto anni fa con mia sorella che si occupa della comunicazione dell’azienda e del marketing abbiamo cercato di capire quale era il miglior modo per mettere in evidenza l’azienda guardando quello che noi eravamo, quello che a noi piaceva. Abbiamo preso l’aspetto culturale e abbiamo messo sul campo investimenti su questo aspetto, perche pensiamo che oggi possa essere un grosso elemento distintivo dell’azienda rispetto a quelli che possono essere i nostri competitor e ne abbiamo avuto ragione.

Inoltre abbiamo visto che l’azienda ha elevato il targhet di riferimento ma questa è stata una scelta dettata da ciò che a noi piaceva messo poi all’ interno dell’azienda e sul mercato.